Dalla morte vien la vita

Una seconda ragione per cui non dobbiamo avere paura è perché la vita, in Gesù, passa attraverso la Sua morte. Notate che cosa Gesù dice nel v. 18: “Io sono il vivente. Ero morto, ma ecco sono vivo per i secoli dei secoli”!

a. Vi sono tre cose da rilevare in questa frase. Prima di tutto, Gesù dice: “Io sono il vivente”. Gesù, certo, quand’era sulla terra, aveva vissuto una vita proprio come le nostre. Partecipava a feste, rideva, piangeva, qualche volta era solo. Aveva bisogno di amici e non erano sempre con Lui, così talvolta si sentiva abbandonato. Si stancava, aveva fame e sete proprio come noi. Gustava le cose della vita tanto quanto noi. Era tentato esattamente come noi.

Ecco, così, che mentre attraversiamo anche i dolori e le preoccupazioni della vita,

Egli ci comprende. Sa esattamente ciò di cui facciamo esperienza. Conosce le pressioni e le emozioni che passano attraverso il nostro cuore ed i nostri nervi ogni giorno, perché anche lui ne aveva fatto esperienza. Inoltre, non solo Lui aveva fatto esperienza della vita, ma aveva fatto l’esperienza anche della morte. Egli dice: “Ero morto”, o meglio “sono morto”. Quello stesso, infatti, che deliberatamente aveva scelto di entrare sulla scena di questo mondo, e diventare “carne”, cioè un essere umano, pure aveva scelto di sacrificare Sé stesso sulla croce e così morire. Egli ha fatto in prima persona l’esperienza del dolore, della solitudine e dell’agonia della morte stessa. Dice: “Io sono il vivente”, ma pure “Io sono morto”.

b. Poi dice: “ma ecco sono vivo per i secoli dei secoli”! Non trascurate l’espressione “per i secoli dei secoli”. I Suoi nemici non lo possono più toccare. Non possono più infilargli chiodi nelle Sue mani e nei Suoi piedi. Non dovrà più subire gli sputi e la derisione dei Suoi nemici. Gesù è vivo “per i secoli dei secoli”.

Udite che cosa scrive l’Apostolo in Romani 6:9-10: “Cristo, risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Poiché il suo morire fu un morire al peccato, una volta per sempre; ma il suo vivere è un vivere a Dio”.

Non dobbiamo quindi avere paura, perché ogni potenza è nelle mani di un Salvatore amorevole e gentile, e perché dalla Sua morte è venuta la vita. La Bibbia ci insegna che il nostro corpo è come il seme che seminiamo nella terra del giardino: si corrompe e muore. Quando però viene il sole e la pioggia, esso produce nuova vita. Non dobbiamo, quindi, aver paura della morte, perché la potenza di Gesù nel credente è come il sole e la pioggia, e lo trasformerà.

 

Paolo Castellina, Quattro ragioni per non aver paura della morte

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Un’efficace vittoria sul timore della morte

I testi biblici

Buchi neri…

1. Potenza di un tocco gentile

2. Dalla morte viene la vita

3. Egli è il primo e l’ultimo

4. Egli ha le chiavi della morte e dell’Ades

Conclusione

 

Fonte: lariforma.net