Dimmi la verità!: educare al significato di ogni dono

“Sono un ragazzo di vent’anni, da sempre profondamente credente ed impegnato in gruppi di volontariato e preghiera cattolici. Ho avuto una storia d’amore di tre anni con una ragazza anch’essa con una fede salda fatta di azioni e non parole. Insieme abbiamo cominciato uno stupendo cammino di preghiera e di lavoro con i sofferenti che dura tutt’ora, anche se non siamo più fidanzati.
La nostra vita sessuale era attivissima e mai abbiamo trovato dicotomia tra la nostra fede e gli atti d’amore che ci hanno accompagnato in tutta la nostra relazione.
I nostri padri spirituali, stupitissimi della nostra vita di preghiera e di servizio (a detta loro rari in persone della nostra età), non ci hanno mai detto che rischiavamo di uscire dalla grazia di Dio, limitandosi a chiedere se ci amavamo abbastanza da poter fare quel tipo di scelte.
Ora che non stiamo più insieme siamo comunque felicissimi della nostra vita passata, ringraziando il Signore dei momenti che ci ha permesso di vivere e sicuri che, quando ameremo di nuovo abbastanza da poterci donare totalmente a qualcuno, i nostri atti non saranno sminuiti dall’averli già compiuti, anzi ciò aggiungerà una maggiore consapevolezza alle nostre azioni.
Dico ciò per esperienza nostra e di altre persone”.
(Lettera firmata, rivista Città nuova n. 17, 1999)

Questa lettera risente del qualunquismo di oggi, ove l’opinione soggettiva prevale su quella di Dio. Purtroppo contiene anche una denuncia indiretta, ossia che capita di incontrare delle carenze non da poco anche negli educatori, e cioè in seno alla Chiesa stessa.
Senza scendere a sterili polemiche sulle motivazioni di tutto ciò, si evidenzia l’importanza dell’annuncio completo della verità alle coscienze secondo la volontà di Gesù.
La prospettiva cristiana parla di morale della donazione, ed è questo principio che tiene lontana dalla persona sia la menzogna sia l’egoismo. La persona è capace  di conoscere la verità, le finalità della sua vita e,  in quanto tale, non può realizzarsi nella menzogna.
Il primo impegno di ogni educatore è chiarire la volontà di Gesù di essere amato e seguito attraverso l’insegnamento della Sua Chiesa, voce della verità che rende liberi. Il Papa, consapevole delle contraddizioni in cui cadono alcuni confessori, ha esortato il clero a trasmettere con fedeltà il Magistero della Chiesa, delineando con questi termini i criteri dell’autenticità di un sacerdote:

“Succede a volte, su nodi etici di attualità, che i fedeli escano dalla confessione con le idee piuttosto confuse, anche perché non trovano nei confessori la stessa linea di giudizio. In realtà quanti svolgono in nome di Dio e della Chiesa questo delicatissimo ministero hanno il preciso dovere di non coltivare, ed ancor più di non manifestare in sede sacramentale, valutazioni personali non rispondenti a ciò che la Chiesa insegna e proclama. Non si può scambiare per ‘amore’ il venir meno alla verità per un malinteso senso di comprensione” 7.

Occorre perciò aiutare i giovani a scoprire il vero significato della sessualità, che non risiede nell’egoismo.
Per fare questo l’educatore dovrebbe essere un uomo di fede che trasmette al giovane il senso della presenza di Dio e l’umiltà con cui la Sua Chiesa merita di essere ascoltata.
Gesù ha insegnato a tendere alla perfezione dell’amore, non al compromesso, sia pure nella comprensione delle umane fragilità.
Formare la coscienza di un giovane alla verità lo condurrà dal conoscere se stesso, al controllare e dominare se stesso, fino al donare se stesso come Gesù ha fatto.
Amare i giovani significa aiutarli ad assimilare i principi della verità con pazienza e dolcezza, ricordando che “non sminuire in nulla la sana dottrina di Gesù è eminente forma di carità verso le anime” 8.
La tentazione di acquistare consenso mutilando la verità in ogni campo, non paga, poiché “il mezzo per attirare le anime non consiste nell’attenuare la dottrina, ma nel presentarla in tutta la sua purezza e bellezza” (beato frère Charles De Foucauld).

 

da Fratelli Minori – Fratelli di San Francesco, Antropologia della sessualità umana

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2.1 –  La struttura dell’uomo: è capace di scelta

2.2 –  L’uomo sa dialogare

2.3 – L’uomo è uno “spirito incarnato”

2.4 –  La sessualità esprime la persona

2.5 – “Dimmi la verità!”: educare al significato di ogni dono