Egli è il primo e l’ultimo

In terzo luogo, non dobbiamo avere paura, proprio per ciò che dice nell’ultima parte del versetto 17: “io sono il primo e l’ultimo”.

a. Riflettiamo su di questo. Egli dice: “Io sono il primo”. L’apostolo Giovanni scrive: “Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio” (Gv. 1:1). Sta parlando di Gesù! Poi dice: “Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta” (Gv. 1:3).

All’alba della creazione, quando la terra era informe e vuota, c’era Gesù. Sono state, per così dire, le sue mani, a plasmare questo mondo. E’ emersa la terra ferma e ben presto sarebbe cominciata a crescere la vegetazione. Si sarebbero formati laghi e torrenti, e in essi avrebbero cominciato a nuotare pesci. Sulla terra vi sarebbero stati gli animali. Infine, al culmine stesso dei Suoi atti creativi, Egli prende della terra, la materia, e forma il corpo umano. Egli soffia nelle sue narici l’alito della vita e Adamo comincia a diventare un’anima vivente. Ben presto anche una donna sarà al suo fianco. Gesù era là, sin dall’inizio.

b. Egli, poi, non solo è il primo, ma anche l’ultimo, il punto al termine della frase, la frase finale del libro. La storia umana si muove verso il suo compimento finale. Allora, l’ultima voce che si udrà, l’ultimo viso che si vedrà, sarà il Suo. L’ultima presenza di cui farete esperienza è Colui che è “l’ultimo”. Egli è il primo e l’ultimo. Non dobbiamo aver paura perché quello stesso Cristo che abbiamo conosciuto, amato e seguito in questa vita, allora sarà il primo ad accoglierci.

 

Paolo Castellina, Quattro ragioni per non aver paura della morte

Torna al foglietto “Quando la morte ci fa paura”.


Un’efficace vittoria sul timore della morte

I testi biblici

Buchi neri…

1. Potenza di un tocco gentile

2. Dalla morte viene la vita

3. Egli è il primo e l’ultimo

4. Egli ha le chiavi della morte e dell’Ades

Conclusione

 

Fonte: lariforma.net