Egli ha le chiavi della morte e dell’Ades

Non dobbiamo, infine, avere paura, perché il Signore risorto dice: “…e tengo le chiavi della morte e dell’Ades”. Provate ad immaginare questa figura. Immaginate Gesù che si erge in tutta la Sua gloria e che tiene in mano un mazzo di chiavi. C’è più di una chiave, perché tiene le chiavi sia della morte che dell’Ades. La parola “Ades” significa “la dimora dei morti”. Vi è un solo mazzo di chiavi, ed è Gesù che lo tiene in mano. Se guardate più attentamente, vedrete come quelle chiavi siano nuove e brillanti. Sono state usate solo in rare occasioni.

a. Una volta, mentre Gesù si stava recando in un certo posto per insegnare alle folle, un uomo di nome Giairo Gli si era avvicinato e Gli aveva detto che sua bambina era ammalata. Le bambine piccole hanno spesso la capacità di attaccarsi particolarmente al loro padre, e sono sicuro che quella bambina aveva fatto così. Aveva 12 anni, ci dice la Bibbia, suo padre le voleva molto bene, ed ora era gravemente ammalata. Arriva così, disperato, da Gesù e Gli dice: “Mia figlia è ammalata. Ti prego, vieni a guarirla!”. Ecco, così che mentre Gesù si fa largo tra la folla per raggiungere la casa dove quella bambina giaceva ammalata, viene accostato da una donna affetta da frequenti emorragie. Protende la mano, tocca la veste di Gesù e si ritrova istantaneamente guarita. Così Gesù si ferma e parla con lei. Questo fa ritardare Gesù, e, con la buona notizia di quella donna guarita, giunge anche la cattiva notizia che quella bambina era morta. Gesù non aveva fatto a tempo per trattenere la sua vita. A quella notizia, potete immaginare come il cuore di quel padre amorevole si sia infranto in mille pezzi. Gesù, però, non desiste. Continua la sua marcia verso quella casa. Finalmente Gesù entra nella camera dove giace il corpo di quella bambina, le prende la mano senza vita e le dice: “Principessa, svegliati!”. Ecco così che Gesù fa uso di quelle chiavi ed apre la porta della morte e dell’Ades. La ragazzina, così, si siede, sbatte le palpebre, fa un grande sorriso ed abbraccia suo padre.

b. La stessa cosa accade una volta in cui Gesù stava entrando nella cittadina di Nain. Incontra la processione di un funerale. La Bibbia ci dice che era una vedova che stava portando a seppellire il suo unico figlio. Ora sarebbe stata sola al mondo e senza alcun sostegno Gesù non poteva stare lì ad assistere a quella pietosa scena senza fare nulla. Sebbene la Bibbia non dica che Gesù avesse pianto con lei, sono sicuro che l’aveva fatto. Così, mentre la conforta, procede verso la bara e dice: “Figliolo, alzati!”. Ecco così che, una volta ancora, Gesù fa uso delle chiavi della morte e dell’Ades, ne apre la porta, e il ragazzo si mette a sedere e saluta sua madre. La morte è stata sconfitta.

c. Accade ancora quando Gli giunge voce che Lazzaro, uno dei Suoi migliori amici era malato. Muore, ed ecco Gesù che sta presso la tomba di lui, con Marta, Maria, tutta la sua famiglia ed amici. La Scrittura dice che Gesù, in quella circostanza, piange. E’ il dolore della separazione. La morte sembra invincibile. Si chiude la porta della vita e la serratura la blocca con doppia e tripla mandata. Gesù, però, con un forte grido, dice: “Lazzaro, vieni fuori!”, ed ecco la vita che ritorna in Lazzaro. Ancora una volta, così, Gesù usa le Sue chiavi ed apre la serratura solida di quella porta e la vita viene restituita a Lazzaro.

d. Accade una quarta volta. Delle mani pietose prendono il corpo morto di Gesù staccandolo da quella croce che l’aveva straziato. I suoi amici lo trasportano in una tomba, donata da Giuseppe d’Arimatea. La cava mortuaria viene chiusa da una pesante pietra. Il governo romano dice: “Mettete il sigillo di Roma su quella tomba. Mettetevi davanti delle guardie, assicuratevi che nessuno vi entri per rimuovere eventualmente il corpo di Gesù e poi dica che è risorto. Sarebbero capaci di fare anche quello!”. Qui c’è persino un tocco d’umorismo, se riuscite a coglierlo. Ecco una parte del più potente esercito del mondo e che pensa di potere contrastare le forze di Dio. “Rendete quel luogo il più sicuro possibile!”. Ciò di cui non si rendono conto è che dentro quella tomba c’era Colui che tiene le chiavi della morte e dell’Ades. E così, il primo giorno della settimana, molto presto, Gesù fa uso ancora una volta di quelle chiavi e le gira nella toppa aprendo la porta. All’arrivo di quelle donne che dovevano svolgere gli ultimi gesti di pietà verso un morto, scoprono che la tomba di Gesù è stata aperta, la grossa pietra che la chiudeva è stata rotolata via. La morte era già stata sconfitta. Gesù è vivo, per i secoli dei secoli!

Paolo Castellina, Quattro ragioni per non aver paura della morte

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Un’efficace vittoria sul timore della morte

I testi biblici Buchi neri…

1. Potenza di un tocco gentile

2. Dalla morte viene la vita

3. Egli è il primo e l’ultimo

4. Egli ha le chiavi della morte e dell’Ades

Conclusione

 

Fonte: lariforma.net