Come invocherò il mio Dio (S.Agostino)

E come invocherò il mio Dio,
Dio e Signore mio?
Invocarlo significa invitarlo a entrare in me:
ma esiste in me un posto
dove possa entrare il mio Dio,
venire in me Dio,
«che ha fatto il cielo e la terra » (Gn 1,1)?

C’è dunque in me qualcosa,
o Signore mio Dio,
che ti possa contenere?
Ti possono forse contenere
il cielo e la terra che tu hai fatto
e nei quali hai fatto anche me?
Senza di te non esisterebbe nulla
di tutto ciò che esiste:
vuol dire, forse,
che tutto ciò che esiste
ti contiene?

E anch’io esisto;
perché allora chiederti di venire in me,
io che non esisterei se tu non fossi già in me?
Non esisterei, dunque, Dio mio,
non esisterei affatto,
se tu non fossi in me;
o forse non esisterei
se non fossi in te?

Sta scritto infatti:
«da lui, per mezzo di lui e per lui
sono tutte le cose» (Rm 11,36).

Sì, Signore, è così,
proprio così!
E allora, dove ti invito a venire,
se io sono in te?
E da dove dovresti venire
per entrare in me?
Dovrei ritirarmi fuori del cielo e della terra,
perché possa venire in me
il mio Dio che ha detto:
«lo riempio il cielo e la terra» (Ger 23,24)?

Da Le confessioni di sant’Agostino