Perché il male? (R. Lavatori)

1.Per rispondere a questa complessa e antica eppur sempre attuale questione, occorre tener conto di alcuni aspetti fondamentali. Anzitutto nasce la domanda di definire cosa sia il male, cioè capire il significato del male che non è una entità positiva, ma la mancanza di un bene dovuto. Per esempio la malattia della cecità non è altro che la privazione della vista. In questo senso perciò il male va ricercato in una causa deficiente e non efficiente, cioè in un agente o più agenti di disordine e disgregazione. 2. Quanti tipi di male ci sono nel mondo? Normalmente si distinguono tre tipi di male: il male fisico, che è il più doloroso e il più evidente, ma non il più grave. Come si è detto, esso è dato dalla carenza di una realtà che fa parte della natura di un ente. Questo male fa molta impressione e costituisce spesse volte un ostacolo per ammettere l’esistenza di Dio e la sua provvidenza. Vi è poi il male …

2… metafisico, il quale è dato dal disordine che si crea nel cosmo, come i cataclismi, i terremoti, gli uragani, le alluvioni, ecc. Anche questi non sono propriamente dei mali in senso positivo, ma sono causati da un certo assestamento delle forze della natura. Certamente hanno delle conseguenze negative, ma non formano una sostanziale entità malvagia. Tanto che si dice che attraverso questi fenomeni possono ricostruirsi degli organismi più completi e perfetti. Tuttavia il loro modo di attuarsi manifesta uno sconvolgimento disastroso che segna una presenza disordinata. Infine c’è il male morale o peccato, che forma la vera realtà malvagia ed è il male più grave e fonte di effetti deleteri. Esso costituisce come un “virus” che si è inserito nella complessità dell’universo e ne determina gli elementi di disordine e di sofferenza a livello antropologico e cosmico. Tale male consiste nel rifiuto dell’amore di Dio, della sua verità e della sua signoria, chiudendo la creatura razionale nel proprio egoismo e orgoglio. Esso è dato dalla libera scelta della volontà degli esseri spirituali, angeli e uomini. Noi purtroppo non diamo molto valore a questo tipo di male, ma in effetti da esso scaturiscono tutti gli altri mali ed è stato il primo male che ha fatto irruzione nell’universo e sulla faccia della terra, prima con la colpa di Satana e poi con quella dei nostri progenitori Adamo ed Eva. Il disordine, il dolore, la cattiveria si sono ulteriormente aggravati con i successivi peccati umani da Caino fino ai giorni nostri.

3. Una volta chiarito il senso del male e le sue specificazioni, possiamo affermare con chiarezza e con forza che esso non può venire da Dio, in quanto Dio è sommo bene e non vuole ciò che è contrario al bene; Egli è sommo amore e non può desiderare ciò che è opposto all’amore, cioè l’egoismo e l’odio, anzi Dio opera ogni cosa per donare il bene e ristabilire l’armonia delle cose. Proprio Lui ha iniettato nel nostro mondo “l’antivirus” contro il peccato attraverso l’incarnazione di suo Figlio e la sua pasqua di morte e di resurrezione. D’altra parte il male non può essere provocato soltanto dall’uomo, perché esso è più grande e più forte dell’uomo, sovrastandolo imperiosamente, per cui se fosse l’uomo a causarlo, l’uomo stesso sarebbe capace di superarlo, invece ne resta paurosamente vittima seppure vi collabora con le sue libere scelte di perversione. A questo punto si inserisce il peccato di Lucifero e dei suoi sventurati compagni, il loro rifiuto dell’amore di Dio e della sottomissione alla sua sovrana volontà. Questo evento sconvolgente costituisce l’origine di un sovvertimento dell’ordine originario della creazione con nocivi effetti sull’umanità e sul cosmo.

Renzo Lavatori, Se Dio è il Padre buono, perché il male nel mondo?

Fonte: www.pontifex.it