La potenza di un tocco gentile

Non dobbiamo avere paura perché il Cristo risorto, nonostante la Sua potenza ci raggiunge con delicatezza ed amore.

Giovanni dice: “Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto” (17). Un giorno ciascuno di noi dovrà fare la stessa esperienza di Giovanni. Un giorno, forse non troppo lontano, voi ed io saremo faccia a faccia con il Signore. Saremo di fronte ad una figura così impressionante che, ne sono convinto, probabilmente reagiremo allo stesso modo di Giovanni. Notate, poi, che cosa accade. Giovanni dice che, essendo egli caduto ai piedi del Cristo come morto, “Egli pose la sua mano destra su di me, dicendo: Non temere”.

Ecco potenza rivestita di delicatezza, gentilezza ed amore. Non siamo abituati a vedere i potenti in questo modo. Il potere, in questo mondo, è duro e spietato. Vediamo dittatori e governanti che abusano del loro potere e manipolano la gente. In Lui, però, vediamo potere illimitato rivestito di gentilezza. Gesù si abbassa davanti a Giovanni, pone la Sua mano destra su di lui e gli dice: Non temere.

Quando consideriamo i racconti che nel Nuovo Testamento ci parlano di Gesù, vediamo come Egli amasse avvicinarsi a gente sola, stanca, travagliata e respinta, gente che la vita aveva consumato e depresso. Li guarda e li vede come pecore prive di pastore. Ecco, così che si avvicina a loro e li tocca. C’era qualcosa nel suo tocco che comunicava sicurezza e cancellava la paura.

Talvolta Gesù persino toccava quelli che nessuno avrebbe avuto il coraggio di toccare. I vangeli ci parlano di lebbrosi che si accostavano a Gesù. I lebbrosi erano intoccabili. Gesù, però, li toccava.

La potenza di Gesù era tale da guarire gli ammalati, ma credo che, per la loro guarigione, molto potesse fare pure il suo tocco gentile e delicato. Pensate ad uno di quei lebbrosi che Gesù tocca. Tutti fuggivano da lui. Non era stato toccata da qualcuno da chissà quanto tempo. Ecco, però, Gesù che si protende verso di lui e lo tocca con affetto, cura, considerazione, amore. Accostarsi ad una persona emarginata, prendergli delicatamente la mano, abbracciarlo… questo ha un potere di guarigione straordinario, più di quanto pensiamo. Ecco, così che il lebbroso guarisce, si rialza, torna sul suo viso il senso della sua dignità, di essere una persona che si può e si deve amare. Ecco quanta forza può avere un tocco amorevole e gentile!

Se Gesù Cristo è oggi il vostro Signore, Salvatore, Amico, Maestro, non c’è ragione di temere, perché il potere più grande che esista nell’intero universo è rivestito in Gesù con il mantello della gentilezza, della delicatezza, della cura amorevole.

 

Paolo Castellina, Quattro ragioni per non aver paura della morte

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Un’efficace vittoria sul timore della morte

I testi biblici

Buchi neri…

1. Potenza di un tocco gentile

2. Dalla morte viene la vita

3. Egli è il primo e l’ultimo

4. Egli ha le chiavi della morte e dell’Ades

Conclusione

 

Fonte: lariforma.net